Cessione del quinto: che cos'è e come funziona?
La cessione del quinto è un prestito che si rimborsa con una trattenuta diretta sullo stipendio o sulla pensione: il datore di lavoro o l’ente previdenziale trattiene ogni mese la rata e la versa al finanziatore. La rata non può superare un quinto dello stipendio o della pensione netta. Proprio perché il rimborso avviene alla fonte, è spesso accessibile anche a chi ha avuto qualche ritardo nei pagamenti.
Chi può chiederla
Possono chiedere la cessione del quinto:
- i dipendenti pubblici e statali;
- i dipendenti privati, anche con contratto a termine;
- i pensionati, per le pensioni che possono essere cedute.
Non è accessibile ai lavoratori autonomi, perché non hanno uno stipendio o una pensione su cui effettuare la trattenuta.
Come funziona
- La rata non può superare un quinto dello stipendio o della pensione netta;
- la durata massima è di 10 anni (120 rate);
- il tasso è fisso e la rata costante;
- non devi indicare la finalità: puoi usare la somma come preferisci, ad esempio per comprare un’auto o affrontare una spesa imprevista;
- il datore di lavoro non può rifiutare la cessione del quinto.
L’importo che puoi ottenere dipende dallo stipendio o dalla pensione, dalla durata scelta, dall’età e, per i dipendenti, dall’anzianità e dal TFR maturato.
La cessione del quinto dello stipendio
La rata viene trattenuta dal datore di lavoro, che la versa al finanziatore. In genere:
- per i dipendenti pubblici e statali l’accesso è più semplice, perché il datore di lavoro è un ente pubblico;
- per i dipendenti privati, il finanziatore valuta anche la solidità dell’azienda, ad esempio dimensioni e anni di attività, e l’anzianità del lavoratore;
- con un contratto a termine, la durata del prestito non supera di solito quella del contratto;
- il TFR maturato funziona da garanzia: in caso di cessazione del rapporto di lavoro, viene usato per ridurre o estinguere il debito. Per questo, durante il prestito, gli anticipi sul TFR possono essere limitati.
I dipendenti pubblici iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali possono chiedere anche i prestiti INPS, un tempo chiamati prestiti INPDAP, a tassi agevolati. Per approfondire, leggi la nostra guida sui prestiti INPS ex INPDAP. Per le altre soluzioni dedicate ai lavoratori, leggi la guida sui prestiti per dipendenti.
La cessione del quinto della pensione
La rata viene trattenuta direttamente dall’ente previdenziale, ad esempio l’INPS. In genere:
- la pensione che resta dopo la trattenuta deve rimanere sopra una soglia minima stabilita dalla legge;
- non sono cedibili alcune prestazioni, ad esempio l’assegno sociale, le pensioni e gli assegni di invalidità civile e gli assegni familiari;
- l’INPS ha accordi con finanziatori convenzionati, che applicano tassi massimi stabiliti in base all’età del pensionato e alla durata del prestito;
- i finanziatori stabiliscono di solito un’età massima del pensionato alla scadenza del prestito;
- è obbligatoria la sola polizza contro il rischio di decesso.
Per le altre soluzioni dedicate ai pensionati, ad esempio il prestito vitalizio ipotecario, leggi la nostra guida sui prestiti per pensionati.
La delegazione di pagamento (“doppio quinto”)
Se hai già una cessione del quinto in corso e ti serve un’altra somma, puoi chiedere una delegazione di pagamento, detta anche “doppio quinto”. Funziona come la cessione, ma:
- richiede il consenso del datore di lavoro;
- le trattenute di cessione e delegazione insieme non possono superare la metà dello stipendio netto.
Le assicurazioni obbligatorie
La cessione del quinto prevede per legge una copertura assicurativa:
- contro il rischio di decesso, per tutti;
- contro il rischio di perdita del lavoro, per i dipendenti.
Le polizze tutelano il finanziatore, che ne è beneficiario, e il loro costo è in genere a suo carico. In caso di decesso, la polizza estingue il debito residuo, che quindi non ricade sugli eredi. Per approfondire le polizze collegate ai finanziamenti, leggi la nostra guida sull’assicurazione sul prestito.
Costi: TAN, TAEG e spese
Per confrontare le offerte, guarda il TAEG, che comprende gli interessi e tutti i costi a carico del cliente, come spese di istruttoria e commissioni. Verifica anche l’importo netto che ricevi e l’importo totale da restituire. Per approfondire, leggi la nostra guida su TAN e TAEG.
Estinzione anticipata e rinnovo
Estinzione anticipata. Puoi rimborsare la cessione del quinto in anticipo, in tutto o in parte, in qualsiasi momento. Il finanziatore può chiedere un indennizzo limitato per legge, e hai diritto alla riduzione degli interessi e dei costi per la durata residua. Per approfondire, leggi la nostra guida sull’estinzione anticipata.
Rinnovo. Puoi chiedere una nuova cessione del quinto, estinguendo quella in corso, in genere dopo aver pagato almeno i due quinti della durata originaria, salvo alcune eccezioni previste dalla legge. Valuta con attenzione il rinnovo, perché può allungare di molto l’impegno sullo stipendio o sulla pensione.
Casi particolari
Consolidamento debiti. Puoi usare una cessione del quinto per estinguere altri finanziamenti e pagare un’unica rata. Per approfondire, leggi la nostra guida sul consolidamento debiti.
Segnalazioni per ritardi. La cessione del quinto è spesso accessibile anche a chi ha avuto ritardi nei pagamenti, perché il rimborso avviene alla fonte. Per approfondire, leggi la nostra guida sui cattivi pagatori.
Perdita del lavoro. Se il rapporto di lavoro si interrompe, il datore di lavoro trattiene dal TFR l’importo necessario a ridurre o estinguere il debito. Se il TFR non basta, interviene in genere la polizza contro la perdita del lavoro, ma la compagnia può poi rivalersi su di te, ad esempio quando trovi un nuovo lavoro.
Cambio di lavoro. Se passi a un nuovo datore di lavoro, puoi in genere concordare con il finanziatore di continuare la trattenuta sul nuovo stipendio. Avvisalo per tempo.
Rate non versate dall’azienda. Se il datore di lavoro trattiene la rata ma non la versa, segnalalo al finanziatore, inviando le buste paga che mostrano le trattenute.
Pignoramento. Una cessione del quinto e un pignoramento dello stipendio possono coesistere, ma insieme devono rispettare i limiti previsti dalla legge rispetto allo stipendio netto.
Come richiederla
Puoi chiedere la cessione del quinto a una banca o a una finanziaria, in filiale, tramite un agente o online. In genere servono:
- un documento d’identità e il codice fiscale;
- l’ultima busta paga o il cedolino della pensione;
- per i dipendenti, il certificato di stipendio, rilasciato dal datore di lavoro, con retribuzione, TFR maturato ed eventuali trattenute già in corso.
Prima della firma, il finanziatore deve consegnarti il modulo SECCI, che riassume tutte le condizioni. Verifica che sia iscritto negli albi della Banca d’Italia e diffida di chi chiede pagamenti anticipati.
Domande frequenti
Quanto può essere al massimo la rata della cessione del quinto?
Un quinto dello stipendio o della pensione netta. Con la delegazione di pagamento, le trattenute insieme possono arrivare fino alla metà dello stipendio netto.
Il datore di lavoro può rifiutare la cessione del quinto?
No. Può invece rifiutare la delegazione di pagamento, che richiede il suo consenso.
Tutte le pensioni si possono cedere?
No. In genere non sono cedibili, ad esempio, l’assegno sociale, le pensioni di invalidità civile e gli assegni familiari.
Chi ha segnalazioni in CRIF può ottenere la cessione del quinto?
Spesso sì, perché la rata viene trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione.
Chi paga le assicurazioni obbligatorie?
In genere il finanziatore, che è anche il beneficiario delle polizze.
Posso estinguere la cessione del quinto in anticipo?
Sì, in qualsiasi momento. Il finanziatore può chiedere un indennizzo limitato per legge, e hai diritto alla riduzione degli interessi e dei costi per la durata residua.
Cosa succede se perdo il lavoro?
Il TFR viene usato per ridurre o estinguere il debito. Se non basta, interviene in genere la polizza, ma la compagnia può poi rivalersi su di te.
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