Richieste di prestiti personali rifiutate

Se la tua richiesta di prestito è stata rifiutata, prima di riprovare conviene capire perché. I motivi più comuni sono legati al reddito, alla storia creditizia o a troppe richieste ravvicinate. Una volta individuato il problema, puoi correggere la richiesta o valutare una soluzione diversa.

I motivi più comuni

Reddito insufficiente rispetto alla rata. In genere le banche chiedono che le rate di tutti i finanziamenti in corso, compreso quello nuovo, non superino circa un terzo del reddito netto mensile.

Situazione lavorativa poco stabile. Un’assunzione recente o un contratto a termine in scadenza possono rendere più difficile ottenere un prestito, soprattutto se la durata richiesta supera quella del contratto.

Ritardi nei pagamenti. Se hai pagato in ritardo rate di altri finanziamenti, queste informazioni restano registrate nei sistemi di informazioni creditizie, come CRIF, per un periodo che dipende dalla gravità del ritardo. Per approfondire, leggi la nostra guida sui cattivi pagatori.

Troppe richieste ravvicinate. Le richieste di finanziamento vengono registrate nei sistemi di informazioni creditizie. Più richieste in poco tempo possono essere interpretate come un segnale di difficoltà e pesare sulla valutazione.

Nessuna storia creditizia. Se non hai mai avuto finanziamenti, la banca ha meno informazioni per valutarti. Non è di per sé un motivo di rifiuto, ma può rendere la valutazione più prudente.

Hai diritto a sapere perché

Se il prestito viene rifiutato sulla base delle informazioni di una banca dati, il finanziatore deve informarti subito e gratuitamente, indicandoti quale banca dati ha consultato. Puoi poi chiedere i tuoi dati a quella banca dati, per verificarli e, se sono errati, chiederne la correzione.

Cosa fare per riprovare

  • Se la rata è troppo alta, chiedi un importo più basso o una durata più lunga, tenendo presente che una durata più lunga fa aumentare gli interessi totali;
  • se hai più finanziamenti in corso, valuta il consolidamento debiti, che li riunisce in un’unica rata;
  • se il reddito non basta, puoi chiedere il prestito con un garante o insieme a un’altra persona con reddito. Per approfondire, leggi la nostra guida sui prestiti senza busta paga;
  • se hai segnalazioni per ritardi, regolarizza i pagamenti e attendi la cancellazione, oppure, se sei un lavoratore dipendente o un pensionato, valuta la cessione del quinto, che è spesso più accessibile;
  • se la segnalazione è errata, chiedine la correzione al finanziatore e al sistema di informazioni creditizie.

Diffida di chi promette di cancellare le segnalazioni o di concedere prestiti “senza verifiche” in cambio di un pagamento anticipato.

Dopo quanto tempo riprovare

Le richieste di finanziamento rifiutate o ritirate restano registrate nei sistemi di informazioni creditizie per circa un mese. Conviene quindi aspettare almeno questo periodo prima di presentare una nuova richiesta, e usarlo per correggere ciò che non ha funzionato.

Per confrontare le offerte prima di presentare una richiesta, confronta il TAEG e l’importo totale da restituire. Per approfondire, leggi la nostra guida su TAN e TAEG. 

Domande frequenti

Perché la banca mi ha rifiutato il prestito?
I motivi più comuni sono un reddito insufficiente rispetto alla rata, una situazione lavorativa poco stabile, ritardi nei pagamenti di altri finanziamenti o troppe richieste ravvicinate.

La banca deve dirmi il motivo del rifiuto?
Se il rifiuto dipende dalle informazioni di una banca dati, deve informarti subito e gratuitamente, indicandoti quale banca dati ha consultato.

Dopo quanto posso chiedere un altro prestito?
Conviene aspettare almeno un mese, il periodo in cui la richiesta rifiutata resta registrata nei sistemi di informazioni creditizie, e intanto correggere ciò che non ha funzionato.

Se faccio più richieste contemporaneamente ho più possibilità?
No, al contrario: più richieste ravvicinate possono pesare negativamente sulla valutazione.

Posso ottenere un prestito se sono segnalato in CRIF?
È più difficile, ma la cessione del quinto è spesso accessibile a lavoratori dipendenti e pensionati, perché la rata viene trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione.

 

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