Prestiti d’onore, JP Morgan abbandona il mercato

L’istituto finanziario ha deciso di tagliare il comparto dei prestiti d’onore riservati agli studenti

JP Morgan non concederà più prestiti d'onore
Il colosso finanziario JP Morgan Chase & Co. ha deciso di elidere il comparto dei prestiti d'onore riservati agli studenti, complici la ridotta solvibilità di numerosi utenti americani e l'intenzione di ridurre al minimo le operazioni condotte in settori regolamentati in modo rigido dal Governo Federale.

Nonostante la mossa possa apparire in controtendenza - la concessione di micro credito a supporto dell'istruzione universitaria sta prendendo sempre più piede in diversi contesti europei, anche quello italiano - le ultime stime ne giustificano pienamente la messa in atto: il Consumer Financial Protection Bureau ha infatti calcolato che i prestiti insoluti ammontano a 1,2 miliardi di dollari (circa 40.000 dollari a studente universitario), con oltre il 30% dei beneficiari che non riesce a rendere quanto ricevuto in prestito.

A completare il quadro l'enorme indebitamento cui sono andati incontro anche gli studenti che hanno concluso il ciclo di studi universitari e sono ricorsi al prestito d'onore per frequentare master e corsi post-laurea; stando alle ultime stime ammonterebbe di fatto a 55.000 dollari il debito procapite medio di ognuno degli utenti appartenenti alla categoria e risultati insolventi.

Il rischio concreto è che numerosi altri istituti di credito possano seguire l'esempio della JP Morgan (i prestiti d'onore risultano in calo del 70% dal 2007), con l'eccessiva regolamentazione del settore a costituire un freno ormai insormontabile; la nuova congiuntura è del resto figlia del programma stilato da Obama nel 2009 e finalizzato a promuovere un ruolo crescente del Governo federale nell'offrire direttamente agli studenti prestiti e concessioni creditizie (il tutto sta consentendo al Governo stesso di gestire pratiche e costi di un mercato che muove qualcosa come 1.000 miliardi di dollari).