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Doppia fatturazione luce e gas: come chiedere il rimborso

Si parla di doppia fatturazione quando, dopo aver cambiato fornitore di luce o gas, ricevi bollette sia dal vecchio sia dal nuovo fornitore per lo stesso periodo di consumo. È un errore che ARERA disciplina in modo specifico, con tempi certi per la correzione e un indennizzo automatico se il fornitore è in ritardo.

In questa guida vediamo come riconoscere una doppia fatturazione, a chi inviare la richiesta di rettifica, cosa scrivere e quali sono i tempi per ottenere il rimborso.

Cos’è la doppia fatturazione

Quando cambi fornitore, il passaggio avviene a una data precisa, la data di switching. Da quel giorno i consumi sono fatturati dal nuovo fornitore, mentre il vecchio deve fatturare solo quelli precedenti.

Se il vecchio fornitore continua a fatturarti consumi successivi alla data del cambio e nello stesso periodo li fattura anche il nuovo, si tratta di doppia fatturazione. Lo stesso vale nel caso opposto, cioè quando il nuovo fornitore fattura consumi precedenti all’attivazione del contratto.

Come capire se si tratta davvero di doppia fatturazione

Ricevere una bolletta dal vecchio fornitore dopo il cambio è normale: è la bolletta di chiusura, con i consumi fino alla data dello switching. Spesso arriva qualche settimana dopo il passaggio e non è un errore. Per approfondire i tempi del passaggio, leggi la nostra guida sui tempi del cambio fornitore.

Per capire se c’è una sovrapposizione:

  • verifica la data di attivazione con il nuovo fornitore, riportata nella comunicazione di attivazione o nella prima bolletta;
  • controlla il periodo di riferimento dell’ultima bolletta del vecchio fornitore;
  • se il periodo fatturato dal vecchio fornitore va oltre la data di attivazione del nuovo, c’è una doppia fatturazione per i giorni sovrapposti.

Se il problema riguarda invece importi o consumi sbagliati in una bolletta, senza sovrapposizione tra fornitori, si tratta di un errore di fatturazione, che segue una procedura diversa. Per approfondire, leggi la nostra guida su come verificare gli errori in bolletta e chiedere il rimborso.

A chi inviare la richiesta di rettifica

La regola stabilita da ARERA è semplice: la richiesta va inviata al fornitore con cui non avevi un contratto nel periodo fatturato. Nella maggior parte dei casi è il vecchio fornitore, che ha continuato a fatturare dopo la data del cambio.

Se invii la richiesta al fornitore sbagliato, questo deve comunque informarti dell’errore.

Cosa scrivere nella richiesta

La richiesta va fatta per iscritto, tramite area clienti, email, PEC o il modulo di reclamo che il fornitore mette a disposizione sul proprio sito. Indica:

  • nome, cognome e codice fiscale dell’intestatario;
  • l’indirizzo di fornitura e il codice POD (luce) o PDR (gas);
  • numero, data e periodo di riferimento della bolletta contestata;
  • la data di attivazione con il nuovo fornitore;
  • la richiesta esplicita di rettifica per doppia fatturazione e di rimborso delle somme eventualmente già pagate.

Allega una copia della bolletta contestata e, se puoi, la prima bolletta o la comunicazione di attivazione del nuovo fornitore.

Se la bolletta viene addebitata sul conto

Se il vecchio fornitore addebita le bollette tramite domiciliazione bancaria, l’importo contestato potrebbe essere prelevato prima che il problema venga risolto. In questo caso hai due strade:

  • revocare la domiciliazione a favore del vecchio fornitore, se il contratto è ormai chiuso;
  • chiedere alla tua banca il rimborso dell’addebito: per gli addebiti diretti SEPA puoi farlo entro 8 settimane dalla data del prelievo.

In ogni caso, invia comunque la richiesta di rettifica al fornitore, che è il passaggio necessario per chiudere la pratica.

Tempi di rimborso e indennizzi

Il fornitore che ha emesso la bolletta errata deve effettuare la rettifica entro 20 giorni solari dal ricevimento della richiesta scritta. Se avevi già pagato, ti restituisce la somma con un accredito in bolletta o, se l’importo da restituire supera quello della bolletta successiva, con un pagamento diretto.

Se il fornitore non rispetta il termine, ti spetta un indennizzo automatico in bolletta, senza bisogno di richiederlo:

  • 25 euro se la rettifica arriva entro il doppio del tempo previsto;
  • 50 euro se arriva entro il triplo;
  • 75 euro se arriva oltre il triplo.

Se il problema non si risolve

Se il fornitore non risponde o respinge la richiesta, puoi rivolgerti al Servizio Conciliazione di ARERA. La procedura è gratuita, si attiva online ed è obbligatoria prima di fare causa al fornitore. Per informazioni puoi contattare anche lo Sportello per il Consumatore Energia e Ambiente o un’associazione dei consumatori riconosciuta.

Domande frequenti

Dopo il cambio di fornitore ho ricevuto una bolletta dal vecchio fornitore: è doppia fatturazione?
Non necessariamente. Il vecchio fornitore deve inviarti la bolletta di chiusura con i consumi fino alla data del cambio. È doppia fatturazione solo se la bolletta riguarda giorni successivi all’attivazione del nuovo contratto.

A chi devo inviare il reclamo per doppia fatturazione?
Al fornitore con cui non avevi un contratto nel periodo fatturato, di solito il vecchio fornitore. La richiesta va fatta per iscritto.

Devo pagare la bolletta contestata?
Invia la richiesta di rettifica prima della scadenza della bolletta. Se la bolletta è addebitata sul conto, puoi chiedere alla banca il rimborso dell’addebito SEPA entro 8 settimane.

Entro quanto tempo vengo rimborsato?
Il fornitore deve effettuare la rettifica entro 20 giorni solari dalla richiesta scritta. In caso di ritardo, ricevi un indennizzo automatico in bolletta a partire da 25 euro.

Ruolo di Supermoney
Il supporto offerto da Supermoney riguarda esclusivamente attività informative e di consulenza commerciale, finalizzate all’orientamento nella scelta delle offerte e dei servizi disponibili.

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