Prestiti a imprese e famiglie: la Bce spinge le banche al credito

Servono più prestiti a imprese e famiglie: questo il messaggio di Mario Draghi alle banche europee.

Prestiti a imprese e famiglie: la Bce spinge le banche al credito

Molte imprese e famiglie in Italia si chiedono come trovare prestiti convenienti per ottenere un po' di liquidità. Purtroppo però le banche sono ancora restie a concedere finanziamenti e per questo l'economia ristagna. È in poche parole questo il problema del credit crunch in tutta l'Eurozona e in particolare nei Paesi del sud come Italia, Grecia, Portogallo e Spagna. Il presidente della Bce Mario Draghi vuole però dare una scossa alla crescita e spera di far ripartire il circuito del credito a famiglie e imprese.

Come fare? Mario Draghi ha recentemente accennato a "misure non convenzionali" per rilanciare i prestiti a imprese e famiglie e il piano per la crescita scatterà dal 5 giugno. L'obiettivo? Contrastare la bassa inflazione e ridare linfa all'economia con più liquidità in circolo. Ottenere un prestito personale da una banca o richiedere un mutuo sarà quindi più facile secondo le previsioni e i tassi d'interesse sono destinati a scendere ancora per far aumentare la domanda.

Secondo quanto riportato dal sito de La Repubblica, sono tre le misure principali studiate dalla Bce per far ripartire i prestiti a imprese e famiglie. Sicuramente in cima alle priorità c'è quella di rifornire di liquidità le banche per incentivarle ad erogare finanziamenti e mutui. Purtroppo però tutti i provvedimenti finora attuati si sono rivelati vani e le banche hanno pensato prima a ripianare i bilanci e a comprare Titoli di Stato piuttosto che aiutare le famiglie e le imprese.

Adesso però l'iniziativa della Bce sarà più decisa e le banche saranno ancora più incentivate a far ripartire il circuito del credito a famiglie e imprese. In prima battuta infatti si pensa di acquistare una serie di prodotti bancari (Abs) per ridare fiato al settore e quindi si abbasseranno ulteriormente i tassi. In particolare il tasso di riferimento Bce dovrebbe scendere al minimo storico di 0,15% o addirittura 0,10%, mentre il tasso per i depositi bancari dovrebbe scendere sotto zero a -0,10/-0,15%.

In pratica ci sarà per imprese e famiglie più possibilità di ottenere prestiti convenienti e le banche avranno un motivo in più per erogare finanziamenti e non trattenere il denaro nei depositi. Se questa strategia funzionerà è ancora presto per dirlo, ma se non dovesse funzionare si entrerebbe in una spirale recessiva da cui sarebbe difficile venire fuori.

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