Lotta all'evasione: dati degli abbonati Sky per scovare chi non paga il canone

Prima reazione della Rai in seguito alla sentenza del Tar del Lazio sulla trasmissione dei canali di Stato sulla piattaforma Sky. Dati incrociati dall'Agenzia d

La Rai chiede l'accesso ai dati degli abbonati Sky

La sentenza del Tar del Lazio, emessa nel luglio scorso in seguito a un ricordo di Sky, aveva dato ragione proprio alla tv di Rupert Murdoch: i canali Rai non possono essere oscurati su Sky perché in questo modo si violerebbero gli "obblighi di servizio pubblico". Il ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio era la risposta a una delibera dell'Agcom del dicembre 2009, la quale sanciva l'oscuramento di alcuni programmi Rai su Sky: solo chi era in possesso di piattaforma satellitare Tivusat poteva vederli.

La Rai però sembra aver reagito a questa sentenza con quella che potrebbe essere una piccola "vendetta" ma che è anche un modo efficace, trovato dai vertici di viale Mazzini, per stanare i molti evasori del canone Rai.

Il canone, infatti, è una tassa sul possesso dell'apparecchio televisivo: la "scoperta" era stata fatta quando iniziò a girare la voce che anche chi guardava la tv dal pc o da un tablet avrebbe dovuto versare il contributo. Dunque, chi è abbonato a Sky possiede per forza di cose anche un apparecchio televisivo.

Questo il ragionamento alla base della richiesta, da parte della Rai all'Agenzia delle Entrate, di avere i dati dei 5 milioni di abbonati Sky in Italia: dati che verranno incrociati per stabilire chi, tra questi, evade. Più precisamente gli abbonati Sky in Italia sono intorno ai 4,8 milioni e Rai ha chiesto i loro dati per preparare un contro-ricorso al Consiglio di Stato. Il pronunciamento finale è previsto per febbraio: la Rai potrebbe decidere di distribuire gratuitamente (come richiede la sentenza Tar) i propri canali solo sulle piattaforme Sky degli abbonati in regola con il canone.

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