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Cucinare a induzione o a gas: confronto consumi e impatto sulla bolletta

Il passaggio dal gas all’induzione è sempre più comune, ma conviene davvero cambiare? La risposta dipende da quanto cucini, da come è fatta la tua fornitura di energia e da quanto paghi luce e gas.

In questa guida mettiamo a confronto i due sistemi: come funzionano, quanto consumano, quanto costano in bolletta e cosa considerare prima di passare all’induzione.

Come funzionano gas e induzione

Il piano a gas scalda la pentola con la fiamma prodotta dalla combustione. È un sistema semplice e conosciuto, ma una parte del calore si disperde nell’aria intorno alla pentola.

Il piano a induzione funziona in un altro modo: sotto il vetro c’è una bobina che genera un campo magnetico, il quale scalda direttamente il fondo della pentola. Per questo servono pentole con fondo ferromagnetico e la superficie del piano si scalda solo per il contatto con la pentola calda.

Qual è più efficiente

L’induzione trasferisce alla pentola circa l’85-90% dell’energia consumata. Con il gas, invece, la quota di calore che arriva effettivamente al cibo è in genere tra il 40 e il 60%, a seconda del bruciatore e della pentola.

In pratica, per cuocere lo stesso piatto l’induzione usa meno energia. Questo però non significa automaticamente che costi meno: l’energia elettrica ha un prezzo diverso da quello del gas e il confronto va fatto sulla spesa finale.

Pro e contro a confronto

Caratteristica Induzione Gas
Efficienza Alta, circa 85-90% Più bassa, circa 40-60%
Velocità Più rapida, soprattutto per l'acqua Più lenta
Sicurezza Nessuna fiamma, si spegne senza pentola Fiamma libera e rischio di fughe
Pulizia Superficie liscia, facile da pulire Bruciatori e griglie da smontare
Pentole Solo con fondo ferromagnetico Tutte
Costo iniziale Più alto, a volte serve aumentare la potenza Più basso, se l'impianto c'è già
Blackout Non funziona Funziona
Aria in casa Nessuna combustione Richiede una buona aerazione

Cosa considerare prima di passare all’induzione

La potenza del contatore. Un piano a induzione può assorbire diversi kW quando usi più zone insieme. Con un contatore da 3 kW si può cucinare, ma è facile far scattare il contatore se nello stesso momento sono accesi forno, lavatrice o lavastoviglie. Molti piani permettono di limitare la potenza massima. In alternativa puoi chiedere un aumento di potenza al fornitore, tenendo conto che comporta un costo una tantum e una quota potenza più alta in bolletta.

Le pentole. Per verificare se le tue pentole sono compatibili basta avvicinare una calamita al fondo: se si attacca, vanno bene. Esistono anche dischi adattatori, che però riducono l’efficienza.

La fornitura del gas. Se in casa il gas serve solo per la cucina, valuta se chiudere la fornitura dopo il passaggio all’induzione: è il modo per eliminare i costi fissi.

Dispositivi medici. Chi porta un pacemaker o altri dispositivi impiantati dovrebbe chiedere al medico e seguire le indicazioni del produttore del piano sulla distanza da mantenere.

La tariffa luce conta

Con l’induzione la cucina dipende interamente dall’energia elettrica, quindi il prezzo per kWh della tua offerta luce incide direttamente sulla spesa. Se cucini soprattutto la sera e nel fine settimana, puoi valutare un’offerta bioraria, ma tieni presente che la differenza di prezzo tra le fasce è spesso contenuta. Per approfondire, leggi la nostra guida su monoraria e bioraria. Un prezzo fisso, invece, rende la spesa più prevedibile per la durata indicata nel contratto.

Con il comparatore di Supermoney puoi confrontare le offerte luce a prezzo fisso o variabile, anche con energia da fonti rinnovabili, e vedere per ciascuna prezzi e condizioni principali.

Quale scegliere

L’induzione è più efficiente, più sicura e più facile da pulire. In bolletta può costare qualcosa in più del gas, ma diventa conveniente se ti permette di chiudere la fornitura del gas o se hai un impianto fotovoltaico. Il gas resta una soluzione economica se l’impianto è già presente e lo usi anche per riscaldamento e acqua calda, oppure se preferisci cucinare con la fiamma.

Per scegliere gli altri elettrodomestici, leggi la nostra guida sugli elettrodomestici a basso consumo.

Domande frequenti

Consuma di più l’induzione o il gas?
L’induzione consuma meno energia per cuocere lo stesso piatto, perché trasferisce alla pentola quasi tutto il calore. In bolletta però la spesa dipende anche dal prezzo di luce e gas, quindi l’induzione può costare un po’ di più se non elimini i costi fissi del gas.

Bastano 3 kW per un piano a induzione?
Sì, se usi poche zone alla volta, limiti la potenza del piano o eviti di accendere insieme altri elettrodomestici energivori. Se in casa usi spesso più apparecchi contemporaneamente, un aumento della potenza, ad esempio a 4,5 kW, può evitare distacchi del contatore.

Quanto si risparmia passando all’induzione?
Dipende da come usi il gas. Se lo usi solo per cucinare e chiudi la fornitura, il risparmio sulle quote fisse può superare l’aumento della bolletta della luce. Se il gas resta attivo per riscaldamento e acqua calda, la differenza dipende soprattutto dai prezzi di luce e gas della tua offerta.

Servono pentole speciali per l’induzione?
Servono pentole con fondo ferromagnetico, come quelle in acciaio inox adatto all’induzione o in ghisa. Per verificarlo basta una calamita: se si attacca al fondo, la pentola è compatibile.

Ruolo di Supermoney
Il supporto offerto da Supermoney riguarda esclusivamente attività informative e di consulenza commerciale, finalizzate all’orientamento nella scelta delle offerte e dei servizi disponibili.

Supermoney non fornisce assistenza tecnica, operativa né post-vendita. Per guasti, disservizi, problemi di rete o sull’impianto, e per qualsiasi richiesta tecnica o amministrativa successiva all’attivazione, è necessario rivolgersi esclusivamente ai canali ufficiali del fornitore o operatore scelto.

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