Rinnovabili in italia, l’immobilismo costa 55 miliardi

I Costi del Non Fare: la mancata realizzazione di opere in favore delle rinnovabili in italia avrà un costo altissimo

Rinnovabili in Italia, sprechi per  55 MLD entro il 2030, urge un cambio di rotta

Abbattere il costo della bolletta attraverso l'innovazione tenologica. Questo è il percorso più battuto e dibattuto in fatto di energia, e si articola in diverse strategie. L'utente può usare il web per porre le tariffe luce e gas più convenienti a confronto e selezionare l'operatore migliore per i propri consumi. Le nuove leggi sulla tematica hanno liberalizzato la concorrenza e agevolato i cittadini verso la nuova logica della scelta responsabile. E sempre in tema di scelte rsponsabili legate ai consumi, non si può non fare riferimento alle risorse rinnovabili.

La possibilità di mettere i prezzi Enel a confronto con quelli di Edison o Eni spinge il cittadino a informarsi, a valutare con maggior consapevolezza, ad avvicinarsi alla tematica con un approccio più costruttuivo. Sarebbe però fondamentale che a dare le più immediate e impattanti risposte fossero i governi; le rinnovabili in italia, però, non hanno prodotto le risposte che ci si attendeva e non sembra che le cose possano cambiare in futuro, almeno secondo una ricerca di I Costi del Non fare.

L'Osservatorio del CNF prende in esame le spese e gli sprechi generati dall'arretratezza delle infrastrutture, i costi portati in dote da ritardi tecnologici e l'incapacità di pianificazione delle amminstrazioni. I dati dell'ultimo osservatorio sono eloquenti e descrivono una situazione di sconcertante immobilismo. Esso costerebbe all'Italia, in termini di mancato abbattimento degli sprechi e in carenze strutturali, oltre 800 miliardi di euro, dei quali 124 interessano il settore energia.

In particolare, nel periodo 2014-2030, le rinnovabili in Italia pagheranno, causa obsolescenza delle infrastrutture e mancata innovazione, circa 55 miliardi di euro. Le grandi opere di cui abbisogna il Bel Paese - e che invece non sono in programma - riguarderebbero principalmente il comparto elettrico e la mancata sostituzione di produzioni termoelettriche, le quali portano alla dissipazione (evitabilissima) di 24 MW di energia elettrica.

A ciò vanno sommati ulteriori 14 miliardi di euro di costi del non fare dovuti all'assenza di infrastrutture adeguate nel settore distribuzione e installazione di reti elettriche, nonstante un massivo dispiegamento di risorse economiche ne settore. Spendere di meno per spendere di più sarebbe, stando a quanto diffuso da CNF, la logica autodistuttiva che regna in Italia, con la speranza che possa giungere - prestissimo - un'inversione du tendenza.

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